Le compagnie di ventura associate agli eserciti funzionavano come vere e proprie aziende e avevano perciò un contabile che aveva cura di curare la stesura del contratto di ingaggio della truppa, i mesi di durata della ferma, la paga in tempo di pace e di guerra, la fedeltà assoluta e la disciplina degli armati.
Il contabile aveva inoltre compito di verificare la puntuale e precisa consegna del compenso oltre che della sua conservazione e quindi dell’elargizione della paga alla truppa, il pagamento delle dei rifornimenti, delle manutenzioni e del resto della logistica amministrando quindi il tesoro della propria compagnia.
Alcuni contabili divennero anche segretari di importanti famiglie e principi, come fu nel caso di Cicco Simonetta, prima segretario di Francesco Sforza come capitano delle sue milizie mercenarie, per il quale faceva anche da consigliere e poi ancora al servizio dello stesso in qualità di Cancelliere ducale facente funzioni quasi di un primo ministro quando il condottiero prese il possesso di Milano, o il celebre poeta Pietro Aretino che fu al servizio di Giovanni dalle Bande nere.
