Nato nei pressi di Roma il 13 settembre del 1475 dalla relazione tra il cardinale Rodrigo Borgia e Vannozza Cattani, Cesare fu il secondo di quattro figli.
Fin dalla giovane età, Cesare ottiene grazie al padre numerosi benefici e, sempre per volere del padre Rodrigo, a seguito dei suoi studi umanistici, viene inviato a studiare teologia all’Università di Perugia, in modo da prepararsi alla vita ecclesiastica.
Nel 1492 Cesare riceve la notizia che darà una svolta alla sua vita.L’11 agosto di quell’anno, infatti, suo padre Rodrigo sale al soglio pontificio con il nome di Alessandro VI.
Quello stesso anno, il nuovo pontefice lo nomina arcivescovo, assegnandogli l’arcidiocesi di Valencia (anche se non si recherà mai in Spagna).La sua carriera ecclesiastica è veloce: cardinale nel 1493, quindi governatore e legato della città di Orvieto nel 1495.In questi anni Cesare trascorre una vita di agi e dissolutezze.Un evento, però, porterà la sua vita a prendere una nuova strada.
L’occasione per Cesare di abbandonare la vita ecclesiastica, si presentò nel 1498, a seguito dell’omicidio, rimasto irrisolto, del fratello Giovanni duca di Gandia. A seguito del tragico evento, Cesare otterrà dal padre Papa Alessandro VI, il permesso di ritornare alla vita secolare, ottenendo così, la possibilità di avviare il suo piano di scalata al potere.
Nel 1499 Cesare Borgia, designato come Capitano generale dell’esercito papale, dà inizio, anche con il supporto di un massiccio contingente francese, ad una campagna di successo per l’occupazione ed il controllo di una serie di città della Romagna e delle Marche, nominalmente già in potere dello Stato Pontificio, nei fatti governate da piccoli tiranni locali.
I suoi pensieri dominanti erano la guerra e il piacere della conquista e, per soddisfare queste pulsioni, non arretrava di fronte ad una preordinata eliminazione fisica di suoi avversari (anche attraverso l’uso dei sicari).
Dopo la conquista di ampi territori nel centro Italia il suo obiettivo era uno solo: impossessarsi del Regno di Napoli. A tale scopo intende unirsi in matrimonio con Carlotta d’Aragona, legittima erede del regno partenopeo. Grazie all’intercessione di Alessandro VI, Cesare ottiene il permesso di prendere in sposa la principessa d’Aragona dal re di Francia in persona, Luigi XII, che in quel periodo ospitava Carlotta nella sua corte. Ma, come dice un vecchio detto, “al cuor non si comanda” e le cose non andarono proprio come il giovane Borgia sperava.
