Chiesa di San Michele a Corte

La chiesa, la seconda per importanza tra le tre a “corte”, è stata costruita tra il IX ed il X secolo ed usata come cappella privata; ad essa si accedeva direttamente dall’area di corte attraverso un cavalcavia. La chiesa ci trasporta all’ultimo periodo della potenza longobarda nella città: il primitivo impianto della chiesa, del quale essa ha conservato alcune tracce, era ad unica navata absidata, preceduta da un vestibolo unico (nartece), riservato ai catecumeni e ai penitenti, a tre fornici. Nel XIV secolo era dotata anche di una canonica e di un piccolo orto ad essa annesso.

L’architettura risente di forti influenze bizantine visibili perlopiù nell’articolazione dello spazio interno: attraverso un triforium, oggi tompagnato, ci si immette nell’unica navata della chiesa. Lo spazio è articolato in maniera significativa dalla zona terminale, caratterizzata da un secondo triforium con archi di diversa dimensione che immette al presbiterio sopraelevato; due piccole scale laterali conducono alla cripta seminterrata, forse adibita, sin dalla fondazione, a camera sepolcrale. Il presbiterio si conclude con un’abside (bema) dove il Santo è raffigurato, secondo l’iconografia classica, nell’atto di calpestare il serpente, simbolo del Male sconfitto dal Bene. 
Lo spazio della cripta gravita attorno a una colonna centrale con capitello a tronco piramidale, che rivela influenze orientali. Sulle pareti della cripta sono presenti tracce degli affreschi scoperti del Salazaro nel 1871 e risalenti al IX-X sec.

Bibliografia: Capua Architettura e ArteCatalogo delle opere vol. I – II, Pane G. – Filangieri A., 1990

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