Museo Campano

Sito nello storico Palazzo Antignano e fondato nel 1870 dal canonico Gabriele Iannelli, è una delle realtà museali più importanti dell’intera regione. L’edificio quattrocentesco, sia nello splendido portale che nel cortile quadrato, nella scala aperta e nell’androne, è a testimonianza dello stile catalano presente anche in altri edifici della città. Inaugurato nel 1874, il Museo si articola in trentadue sale espositive ed è presente una ricchissima documentazione storica, artistica e archeologica. Al suo interno presenta una vasta collezione di una sezione medievale; ospita anche una Pinacoteca con opere che vanno dal XIII al XVIII secolo e una Biblioteca con oltre 50000 pezzi tra volumi, pergamene, manoscritti.
Nella sezione archeologica si possono ammirare il Lapidario Mommsen, che costituisce la più ricca raccolta di epigrafi dell’agro campano dopo quella del Museo Nazionale di Napoli, nonché le statue votive delle Madri, uniche al mondo, che costituiscono la collezione più singolare e preziosa del Museo Campano e tra le più rare che Musei italiani e stranieri possano vantare. Cronologicamente, esse si situano in un arco di tempo che va dal VI al II sec. a.C. Purtuttavia il VI sec. a.C. non può essere considerato il periodo di inizio poiché alcuni esemplari posseduti sono da attribuirsi ad epoche precedenti, paragonando la loro arcaicità a quella dei monumenti preistorici, tali da essere definiti i prodotti più ingenui della scultura di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Dalla stessa area (Santa Maria Capua Vetere) proviene una serie di statuette e terrecotte. Vastissime poi le collezioni di vasi, vetri, bronzi, mosaici, monete. Famose le terrecotte architettoniche, votive e figurative. Singolare ed unica al mondo la collezione di piatti con pesci, sia per la varietà di specie rappresentate che facevano parte della fauna marina presente sulle coste tirreniche, sia per la quantità di pezzi. Nella sezione medioevale sono in esposizione frammenti e sculture che vanno dal VI al XIII secolo. Preziose le statue duecentesche della demolita Porta federiciana: i busti di Pier delle Vigne, la testa di Giove e la statua acefala di Federico II in trono.                                      

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