Palazzo Bivach

Il ‘Bivach’, come l’edificio venne chiamato al tempo del viceregno austriaco, si presenta oggi con l’aspetto della sua sistemazione classicistica, eseguita probabilmente dopo il 1870, ma il suo primo impianto risale agli anni 1608-11 ed al vicerè conte di Lemos. Esso sorse in luogo di una primitiva baracca, sotto forma di un padiglione di servizio alla guardia del palazzo governativo, e fu denominato perciò originariamente Gran Guardia. Alcuni disegni ottocenteschi ne testimoniano l’aspetto primitivo; la semplice facciata con fastigio centrale e due salienti, ornata di pinnacoli, aveva al centro, in una nicchia in alto, la statua di Carlo II, eseguita da G. B. Cappelli nel 1675, e lateralmente le due targhe marmoree ancora oggi visibili.

Due finestre con superiore finestrino illuminavano il piano terra, mentre due garitte erano collocate agli spigoli. Nella trasformazione del primo Ottocento il fornice centrale, che era protetto da una sorta di voltone antistante, fu trasformato in un vero e proprio avancorpo, in risalto rispetto alla facciata retrostante, che si concluse con una copertura a terrazza, perdendo il fastigio e la nicchia; la statua del re fu posta su di un piedistallo in muratura. La facciata continuò a presentare due finestre con le epigrafi sovrastanti e le due garitte angolari, mentre gli spigoli ebbero un disegno a bugne in stucco.
Nella sistemazione successiva, probabilmente eseguita in uno con i loggiati superiori del corpo di fabbrica retrostante, l’avancorpo fu demolito e la facciata fu articolata su tre fornici, a parametro listato, scandito da quattro lesene doriche sormontate da un fregio a metope e triglifi, bene eseguito in stucco. Le armi della città, del re e del vicerè, scolpite da P. Jambarbiero nel 1675, furono poste sull’archivolto del fornice centrale. Il restauro compiuto nel 1676 coincise infatti con la celebrazione del genetliaco del re e con una grandiosa festa data in suo onore del vicerè Los Velez e progettata da F. A. Picchiatti.

Bibliografia: Capua Architettura e ArteCatalogo delle Opere vol. I – II, di G. Pane – A. Filangieri, 1990.

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